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  Conservatorianos No. 10 (noviembre-diciembre) 2006
 

Conservatorianos conmemora el XC aniversario de su nacimiento

 UBERTO ZANOLLI

(1917-1994)


 GIACOMO FACCO

(1676-1753)


 

 

Orquesta Sinfónica Nacional

 

 

Orquesta Filarmónica de la UNAM

 

Cartelera UNAM

 

 

Orquesta Sinfónica de Minería

 

Sugiere un sitio

 

 

Universo de El Búho

 

Junio de 2007

Peritaje * Registro de obras * Defensoría jurídica autoral

 

Arte y Cultura Digital: Diseño editorial * Multimedios * Web * Hospedaje * Registro de derechos de autor y marcas

 

* * * NUEVO * * *

Digitalización de documentos

 


Fondo sonoro:

 

Sobre las olas

del músico conservatoriano mexicano

Juventino Rosas

(Fragmento)

 

Elaboración orquestal de Uberto Zanolli

 

Orquesta de Cámara de la Escuela Nacional Preparatoria -UNAM (1987)

 

         

   
  Instituciones musicales

Versión en español

Storia del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia

Claudio Madricardo

 

1. Il Liceo e Società Musicale Benedetto Marcello (1867-1895)

Il decennio 1867-76 è preparatorio alla fondazione del Liceo Società Musicale Benedetto Marcello. Inizialmente prevedeva la nascita della sola Società dei Concerti, alla quale si aggiungeva in un secondo tempo l'idea del Liceo, destinato a fornire con i propri allievi i futuri esecutori indispensabili alla realizzazione dei concerti. Dopo un lungo periodo di gestazione, nasce finalmente il Liceo Musicale con lo scopo di insegnare sul piano tecnico-pratico la musica vocale e strumentale e di propagare il buon gusto musicale. In qualche anno si recupera un secolo di musica sinfonica e cameristica, con la divulgazione delle sinfonie di Beethoven, dei quartetti di Mozart e Haydn, della scuola romantica tedesca. Sono gli anni delle direzioni di musicisti come Fortunato Magi, Reginaldo Grazzini e Pier Adolfo Tirindelli.

Si provvede anche ad una sede adatta per la nuova istituzione, che viene ospitata al primo piano nobile di palazzo Da Ponte a S.Maurizio, e si organizza il concerto inaugurale per l'aprile 1877 che prevede l'esecuzione della prima sinfonia di Beethoven, il Salmo XVIII di Benedetto Marcello, una Gavotta di Bach, un Minuetto di Rameau, per finire con l'Alleluja da "Il Messia" di Haendel, sotto la direzione del maestro Franco Faccio. L'evento avrà un riscontro sulla stampa dell'epoca e non solo su quella locale.

La struttura del nuovo Liceo prevede un'assemblea generale dei soci che elegge il presidente, il Consiglio di amministrazione, il Consiglio Accademico, cui è demandata la scelta dei docenti (dodici le cattedre previste nell'organico messe a concorso) e del direttore artistico. Le discipline previste sono quelle fondamentali per una seria istruzione musicale, comprendente tutta la sezione degli archi e dei fiati, la composizione, il solfeggio, il canto ed il pianoforte.

Dal settembre del 1880 il Liceo Benedetto Marcello si trasferisce a San Fantin nelle Sale Apollinee del teatro La Fenice, il che corrisponde ad un potenziamento che fa del Liceo un cardine della vita culturale veneziana. In soli 18 anni vengono realizzati ben 60 concerti per coro e orchestra, 80 concerti di musica da camera, 90 concerti solistici, ma vengono anche ospitate conferenze sulla musica e sul teatro di personalità come Carducci, Arrigo Boito, D'Annunzio etc.

Un'attività che attira anche l'attenzione di Richard Wagner, a Venezia fin dall'82, che chiese l'uso di una sala del Liceo per dirigere un concerto in onore di Cosima Wagner, e che lasciò in dono in segno di riconoscenza la bacchetta con la quale aveva diretto ed il leggio. Alla morte del maestro tedesco, avvenuta il 13 febbario 1883, il Liceo chiude in segno di lutto.

Tuttavia l'insufficienza dei finanziamenti fece decidere verso un maggior coinvolgimento del Municipio veneziano nella gestione del Marcello, che, avviato sotto la presidenza di Giuseppe Valmarana, sarà attuato con la presidenza di Alberto Valier quando il Sindaco Riccardo Selvatico, con la delibera del 21.6.95, segnerà il passaggio definitivo del Liceo all'amministrazione municipale.

 

2. Il Liceo Civico Musicale "Benedetto Marcello" (1896-1915)

L'avocazione del Liceo al Comune veneziano nel 1895 cade in un'epoca di pace ininterrotta fino al 1914, durante la quale Venezia diventa centro di interesse letterario ed artistico internazionale, richiamando uomini del livello di Marcel Proust, Reiner Maria Rilke, Ezra Pound, Gabriele D'Annunzio etc. Dei due direttori Marco Enrico Bossi e Ermanno Wolf-Ferrari, il primo introdurrà la cattedra di organo, mentre il secondo rivaluterà l'operina buffa settecentesca sia napoletana che veneziana, assicurando la continuazione della parabola ascendente intrapresa fin dall'inizio dall'Istituto. In questo periodo si pongono anche le premesse per la sua trasformazione prima in Liceo pareggiato, e quindi in Conservatorio Statale.

La direzione di Bossi è estremamente attiva ed efficiente per il giovane Civico Liceo Musicale, portando ad un incremento di cattedre e ad una politica di acquisti di nuovi strumenti ritenuti indispensabili al funzionamento. Il problema che presto si pone è comunque quello dello spazio. È del febbraio 1897 un sopralluogo di Bossi ed altri insegnanti nella sala maggiore di Palazzo Pisani, che alla fine viene scelto come nuova sede dal Comune il 17 agosto 1897, previo acquisto dal proprietario cav. Pietro Barbaro, al prezzo di 70.000 lire.

Risolto il problema della sede, si poneva quello dell'acquisto di un organo da collocare nella sala grande. Fu quindi ordinato alla casa Vegezzi e Bossi di Torino un nuovo organo per la somma di lire 10.500, strumento che, montato, sarà inaugurato sabato 3 marzo 1900. Per quanto riguarda la popolazione scolastica, nel 1895-96 gli allievi sono 95 e i diplomati solo 4. Il numero tenderà a salire fino, nell'ultimo anno di direzione di Bossi, ai 150 allievi con una media di 15 diplomati.

In questi anni si iscrive al Liceo Gian Francesco Malipiero, proveniente da Vienna dove aveva intrapreso gli studi musicali, futuro direttore del Conservatorio Benedetto Marcello, e figura tra le più interessanti tra i compositori del '900. La direzione di Bossi si chiude l'8 settembre 1902, quando il musicista rassegna le sue dimissioni chiamato a dirigere il Civico Liceo Musicale di Bologna.

Il successore Ermanno Wolf-Ferrari sarà nominato nell'agosto del 1903, perseguirà un programma di potenziamento artistico-culturale del Liceo, espandendone le attività anche fuori dell'Istituto. Tra le molte iniziative musicali intraprese soprattutto grazie al grande impulso dato al canto corale, si segnala l'allestimento della "Serva padrona", dopo due secoli di oblio, e l'impegno profuso dal Liceo nell'esecuzione de "La vita nova", opera di Wolf-Ferrari, per la Biennale del 1905.

Nel 1907 è la volta dell'allestimento del dramma giocoso di Galuppi "Il filosofo di campagna", in occasione del secondo centenario della nascita di Goldoni. Nel 1909, dopo un anno di aspettativa dedicato alla composizione, Wolf-Ferrari rinunciò definitivamente alla direzione del Civico Liceo. Gli succederà il maestro Mezio Agostini, scelto su un rosa di candidati in cui comparivano i nomi di Ildebrando Pizzetti e Ottorino Respighi.

Giunto a Venezia da Pesaro, Agostini cercò di sottoporre ad una disciplina ferrea gli studenti del Liceo, che risposero con più di 15 giorni di sciopero delle lezioni. Il periodo del Civico Liceo Musicale, prosecuzione del Liceo-Società Musicale Benedetto Marcello, si concluse con l'accettazione dell'istanza di ottenere l'equiparazione agli altri Istituti di musica pareggiati in Italia il 14 dicembre 1915.

 

3. Il Liceo Civico Musicale Pareggiato Benedetto Marcello (1916-1939)

Il Liceo Civico Musicale ottiene la parificazione nel momento in cui viene dichiarata guerra all'Austria (24 maggio 1915). Malgrado le condizioni disagevoli che attraversa il Liceo per la guerra, come scarsità di aule, restrizione dell'orario giornaliero per l'oscuramento, l'Istituto prosegue normalmente la sua attività.

Con la disfatta di Caporetto (24 ottobre 1917) e il conseguente spostamento del fronte sul Piave, a pochi chilometri da Venezia, la città corre serio pericolo e gli abitanti sono costretti a sfollare. Il Liceo interrompe pertanto la sua attività didattica ed i suoi insegnanti sono dispersi in varie città italiane. Due giorni prima della proclamazione della vittoria sugli austriaci, il 2 novembre 1918, il Liceo riprende la sua attività didattica che si normalizzerà di lì a pochi mesi.

Dal 22 novembre 1926 ha inizio l'attività pubblica dell'Orchestra del Civico Liceo B. Marcello, diretta da Mezio Agostini, formata da 46 esecutori tra insegnanti, allievi degli ultimi corsi, ed ex allievi diplomati. Il repertorio preferito è il sinfonismo tedesco classico e romantico, le ouvertures delle maggiori opere liriche italiane, gli impressionisti francesi, ma anche gli autori contemporanei. I giovani usciti dal periodo della direzione di Agostini rivelano tutti uno spiccato interesse al concertismo.

Negli anni trenta il Liceo assiste ad una graduale ingerenza del Ministero dell'Educazione Nazionale nella vita della scuola, che ne condiziona l'autonomia. Sarà lo stesso direttore Agostini a muovere critiche alle insufficienze dell'amministrazione, mosse più da una giustezza ed onestà di professionista piuttosto che da un'opposizione ideologica alle idee ed ai metodi del regime fascista.

Nel '32 veniva intanto istituito il corso libero di Composizione, la cui titolarità veniva affidata a Gian Francesco Malipiero, dandogli facoltà di sperimentare gli elaborati dei suoi discepoli con l'Orchestra completa del Liceo.

Con l'introduzione delle leggi razziali, il regime nell'ottobre del '38 ordina un censimento di tutti i dipendenti pubblici di razza ebraica sospendendo dal servizio gli insegnanti. Al Liceo l'effetto della legislazione razziale porta alla sospensione del violinista Giuseppe Sacerdoti, allievo di Francesco de Guarnieri, in servizio dal 1921. Sacerdoti il 4 marzo 1939 si suicida lasciando nel suo testamento 10.000 lire da destinarsi al fondo degli alunni poveri dell'Istituto. Contemporaneamente avviene anche l'allontanamento di Mezio Agostini, dispensato dalla direzione per incapacità (!). Viene incaricato alla direzione Gian Francesco Malipiero, fino ad allora direttore del Liceo Pollini di Padova. Malipiero fin da subito si impegna per la regificazione dell'Istituto, e si batte per dar avvio ai lavori di restauro.

 

4. Il passaggio dal Civico Liceo Musicale al Conservatorio di Stato "Benedetto Marcello"

Sembra sia stato Gian Francesco Malipiero a sentire per primo il bisogno di trasformare il Liceo Civico in Conservatorio di Stato, passaggio che avviene, per effetto di una legge del 3 giugno 1940, a partire dal 16 ottobre successivo. In piena epoca fascista, l'influenza del regime sulla vita dell'Istituto non si fa sentire solo con l'obbligo dell'iscrizione al Partito Fascista o con le discriminazioni razziali nei confronti degli ebrei, ma anche, sul piano didattico, con l'introduzione di materie di studio come la "cultura militare" per i maschi, e la puericoltura per le alunne, materia ritenuta fondamentale dal '39-'40. Una tale situazione non consentiva una effettiva autonomia amministrativa, soggiacendo il Liceo a tutte o quasi tutte le disposizioni demagogiche del regime. In questo senso, i poteri di un presidente o di un direttore dovevano sottostare a quelli del podestà, al fine di "portare tutta la vita italiana sul piano dell'impero". Comunque, la direzione di Malipiero, pur scontrandosi con questa realtà, portò il Marcello a crescere in allievi ed in prestigio, avendo egli avuto la capacità di rendere democratico e personale, dinamico ed efficiente, il sistema pur statico e livellante della centralizzata legislazione.

Ancor prima della regificazione del Liceo vengono avviati i lavori di restauro di Palazzo Pisani per una spesa complessiva di 600 mila lire di allora, sempre seguiti da Malipiero cui si deve l'attuale aspetto del Benedetto Marcello.

Sul piano delle scelte culturali, Malipiero muove alla riscoperta ed alla conseguente pubblicazioe delle due poderose "Opere Omnia" di Claudio Monteverdi e di Antonio Vivaldi, esprimendo una propensione per un arcaismo antiretorico, antineoclassico, che si evidenzia con il suo amore per il contrappunto per il modalismo, per il diatonismo gregoriano. Queste sue scelte attireranno a Venezia molti giovani che abbandonano i propri maestri per seguire i corsi di perfezionamento di Malipiero. Basti citarne uno per tutti: Bruno Maderna che giunge al Marcello nel '41.

Dopo la direzione di Malipiero, durata 13 anni difficili che vanno dall'entrata in guerra fino alla prima ricostruzione, è la volta di Renato Fasano, già direttore a Cagliari. Fasano annuncia la sua intenzione di celebrare il bicentenario di Muzio Clementi, ma soprattutto promuove la mostra "Riccardo Wagner nel mondo" inaugurata in Conservatorio il 13 febbraio 1953. Opera di Fasano fu anche l'istituzione delle "Vacanze musicali" con lo scopo di porre l'Istituto su un piano internazionale, che furono organizzate dal '53 al '61. Dopo il trasferimento di Fasano al Conservatorio di Santa Cecilia, lo sostituirà nella carica Gabriele Bianchi, già direttore del "Tartini" di Trieste.

Intanto, con la promulgazione della legge 31 dicembre 1962 n. 1859 (introduzione della scuola media unificata nei Conservatori) viene istituita anche al Marcello dall'ottobre 1963 la Scuola Media annessa. Dopo la direzione di Bianchi, conclusasi nel '73, basta ricordare i nomi dei successori: Nino Antonellini, Ugo Amendola, Davide Liani, Francesco Valdambrini, Virginio Fagotto, e l'attuale direttore Giovanni Umberto Battel.

Qualche parola finale merita invece la biblioteca, formatasi inizialmente dal lascito di Agostino Gambara, ed arricchitasi gradualmente di opere di vario genere sia di interesse scolastico che storico. Numerosi sono comunque i manoscritti e stampe musicali, alcuni di inestimabile valore. Accanto alla biblioteca, dal 1966 funziona la discoteca che annovera alcune migliaia di dischi, dal canto gregoriano all'avanguardia, tra cui spesso incisioni storiche.

 


CLAUDIO MADRICARDO

Originario de Venecia, Italia. Graduado en Letras por la Universidad de Cà Foscari. Articulista de periódicos y revistas italianas e investigador de la historia véneta. Colaborador de la "Fundación de Altos Estudios Musicales Ugo y Olga Levi" de Venecia como relator en convenios de estudio y ensayista sobre los músicos y el funcionamiento de la Capilla Ducal de San Marcos -desde su fundación hasta la caída de la República Véneta-. Colaborador de la Oficina de Prensa del Teatro "La Fenice" de Venecia y presidente de los Encuentros Internacionales de Música Contemporánea, Festival Música 1900 de Trento; con Maurizio Dini Ciacci ha realizado los preparativos de Construyamos una ciudad de Paul Hindemith, y de El Pequeño Deshollinador y El Arca de Noé de Benjamin Britten. Para el Teatro "La Fenice" ha fundado Pocket Opera Italia, asociación promotora de la producción de óperas del teatro musical de rara intepretación de los siglos XVIII y XX. Desde su nacimiento, Pocket Opera Italia ha dado también espacio a las propuestas de teatro didáctico musical, contribuyendo a la difusión del lenguaje musical entre las nuevas generaciones, colaborando con recursos propios con la Fundación Teatro La Fenice, Fundación Arena de Verona, Festival Alternativo Lírico de París, Taller Lírico de Tourcoing, Festival Ópera Barga, Amigos de la Música de Palermo, Comité Italiano de la Música (Cidim-Unesco), UNICEF, Teatro Nuevo de Verona, Teatro Social de Trento, Auditorio Santa Clara de Trento, entre otros.

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